sabato 15 dicembre 2012

L'incipit della prima stesura di "Storia greca"


    Mio padre, Kazimir Rényi, prestò servizio come medico internista all'ospedale di via Vas di Budapest dal 1948 fino al cambio di destinazione della struttura avvenuto nel 1950. Quella che prima della seconda guerra mondiale era stata l'elegante casa di cura Pajer, in quegli anni fu trasformata in un ospedale da campo per partigiani greci feriti durante la guerra civile, tutti ricoverati sotto falsa identità ungherese al fine di garantirne la clandestinità. Per curarli in modo efficace mio padre imparò il greco moderno, facilitato anche dalla coabitazione con i malati, perché lui, e dal marzo del 1949 anche mia madre, alloggiavano in una stanza d'ospedale messagli a disposizione. Fra gli altri medici in quell'ospedale c'era anche la madre della psicanalisi ungherese nonché del giornalista Miklós Gimes, Lilly Hajdu Gimes (1891 - 1960), il cui compito sarebbe stato offrire sostegno psicologico ai ricoverati prevalentemente di origine contadina, a volte analfabeti, persone che non erano mai state oltre i confini della propria regione, quindi alle prese con problemi non solo fisici, ma anche di natura psicologica. La professoressa Gimes non era però in grado di aiutarli perché malgrado gli sforzi, non imparò che due parole di greco. Dopo qualche mese abbandonò l'incarico per andare a dirigere il grande ospedale psichiatrico della capitale ungherese. Nel 1956 suo figlio prese parte alla rivoluzione come caporedattore del primo quotidiano indipendente, e dopo la sconfitta condivise prima l'esilio, poi il processo con Imre Nagy; con lui fu anche condannato a morte e giustiziato nel 1958. Lilly Hajdu Gimes cadde in grave depressione e si tolse la vita nel 1960.