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domenica 2 novembre 2014

Tradurre la poesia




"Tradurre è sempre difficile. Anche il poeta traduce qualcosa: dal mondo apparentemente razionale trae folgorazioni liriche che apparentemente sembrano allontanarsi da una razionale corrispondenza tra realtà e parola, ma che in realtà scoprono rapporti prima segreti e in effetti più veri, anche se la novità della loro rivelazione turba la visione consueta delle cose. I traduttori che non comprendono ciò, che si rifugiano in “operazioni lessicalizzanti”, e che “trasferiscono” semplicemente, sciogliendo i nodi che il poeta ha stretti, riconducono la folgore nella nuvola, aboliscono il gesto creativo e liberatore."

Gianni Toti  

sabato 20 luglio 2013

András Nyerges, Ponte

Ponte Margit (Margherita), Budapest


Il mondo è tutto ponti. Anche il cielo
è un grande splendore visto di sotto,
armatura azzurra d'acciaio, e sopra,
le nubi vanno ad altri sistemi solari.

E sotto i fiumi son ponti i pesci;
le scaglie, volontà che stringe.
Sopra il corpo, l'arco del senno
si stende come strada sui prati.

E, pilastro più duro del sasso,
con solido muro il dubbio, quale
carceriere, imprigionato da me.

Ed anche tu sei ponte che mi servi.
Io sono due rive opposte e come l'acqua
il tuo sguardo traccia intorno a me i suoi anelli.

Trad. di Paolo Santarcangeli, 1962

*   *   *
(Intervista a Nyerges: NON DAVANTI AI BAMBINI )