I due Friedmann di Budapest - un articolo uscito su La Rivista Intelligente
Visualizzazione post con etichetta Budapest. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Budapest. Mostra tutti i post
martedì 14 agosto 2018
mercoledì 28 febbraio 2018
La libreria di Károly Rényi a Budapest
Fin da piccola io lo sapevo, della libreria e piccola casa editrice, al primo piano di un palazzo ottocentesco, nella centrale via Kossuth di Budapest.
L’antichissimo esercizio, di fronte all’hotel Astoria, era proprietà del fratello di mio nonno e dei suoi eredi nella prima metà del ventesimo secolo.
Eggenberger era una libreria storica, fondata nel 1768, e man mano i nuovi proprietari si firmavano in piccolo sotto il grande nome: lo dimostra anche questa foto trovata per caso su Facebook.
Károly Rényi non era ungherese – era nato in Slovacchia e prima della magiarizzazione del cognome si chiamava Richter -, ma amava molto la lingua e la letteratura ungherese e contribuì alla sua promozione, nonché alla diffusione della saggistica.
Sapevo della libreria, la sapevo localizzare a Budapest quando passavo per la rumorosa e molto trafficata via Kossuth Lajos, ma in casa avevamo solo qualche libro stampato e messo in commercio dal parente, nessun altro ricordo.
Vedere ora una testimonianza tangibile, poter immaginare i tipografi con i grembiuli al piano superiore accanto ai macchinari, il librario con le mezze maniche mentre serve un cliente, magari la signora che nella foto sta guardando la vetrina, è come sentire il profumo inconfondibile e inebriante delle pagine appena stampate.
L’antichissimo esercizio, di fronte all’hotel Astoria, era proprietà del fratello di mio nonno e dei suoi eredi nella prima metà del ventesimo secolo.
Eggenberger era una libreria storica, fondata nel 1768, e man mano i nuovi proprietari si firmavano in piccolo sotto il grande nome: lo dimostra anche questa foto trovata per caso su Facebook.
Károly Rényi non era ungherese – era nato in Slovacchia e prima della magiarizzazione del cognome si chiamava Richter -, ma amava molto la lingua e la letteratura ungherese e contribuì alla sua promozione, nonché alla diffusione della saggistica.
Sapevo della libreria, la sapevo localizzare a Budapest quando passavo per la rumorosa e molto trafficata via Kossuth Lajos, ma in casa avevamo solo qualche libro stampato e messo in commercio dal parente, nessun altro ricordo.
Vedere ora una testimonianza tangibile, poter immaginare i tipografi con i grembiuli al piano superiore accanto ai macchinari, il librario con le mezze maniche mentre serve un cliente, magari la signora che nella foto sta guardando la vetrina, è come sentire il profumo inconfondibile e inebriante delle pagine appena stampate.
L'articolo su LRI
giovedì 13 agosto 2015
Monumento Vivente - Palcoscenico della Libertà
Il 20 agosto, festa nazionale ungherese in quanto il giorno di Santo Stefano (considerato il fondatore dell'Ungheria nell'anno 1000), un gruppo di tenaci resistenti si riunirà per la cinquecentesima volta (!) in piazza
Szabadság/della Libertà a Budapest, di fronte al monumento
intento a commemorare l'invasione nazista dell'Ungheria iniziata il
19 marzo 1944. Davanti al monumento si possono notare candele, fotografie e
documenti, tutti sistemati lì da cittadine/i che hanno perso dei congiunti
nell'Olocausto/nella Shoah.
Il progetto del monumento
promosso dal governo di Viktor Orbán è il frutto di un progetto
molto controverso, in quanto raffigura l'Arcangelo Gabriele, simbolo
dell'Ungheria che innocente, viene soggiogato dall'aquila imperiale
tedesca, mentre l'Ungheria, governata in quel momento dall'ammiraglio
Miklós Horthy, era alleata della Germania di Hitler.
Il monumento rappresenta
quindi il tentativo di Fidesz, il partito di maggioranza attualmente
al governo, di riscrivere la Storia attribuendo l'intera
responsabilità dell'Olocausto, costato la vita a circa mezzo milione
fra ebrei, rom e omosessuali ungheresi, alla Germania, negando la
collaborazione ungherese.
Da 500 giorni membri dei gruppi Monumento Vivente/Eleven Emlékmű, Memoria Pulita/Tiszta Emlékezet, Tolleranza/Tolerancia, Piattaforma Umana/Humán Platform, insieme all'Associazione Raoul Wallenberg e a numerosi cittadini, chiedono al Presidente Viktor Orbán di riaprire il dialogo, come aveva promesso, con l'intera società ungherese. Porteranno avanti la protesta – iniziata il 9 febbraio 2014 – finché Viktor Orbán non avrà riconosciuto la necessità di tale dialogo. Per questo motivo decine di persone si incontrano in piazza nel tardo pomeriggio di tutti i giorni, per assistere a dibattiti, conferenze, brevi spettacoli, organizzati e finanziati dagli organizzatori e partecipanti.
Questo, mentre il monumento è costato
ai contribuenti 317 milioni di fiorini ungheresi pari a circa 1
milione di euro.
Intervista in italiano a uno degli organizzatori, Gábor Sebő
Per sapere di più su Miklós Horthy: http://it.wikipedia.org/wiki/Miklós_Horthy
Per sapere di più su Miklós Horthy: http://it.wikipedia.org/wiki/Miklós_Horthy
venerdì 4 luglio 2014
Szabadság tér, ossia piazza della Libertà, Budapest, 2014
Secondo i dati dello Yad Vashem e dello United States Holocaust Memorial Museum, dei quasi 825mila ebrei residenti in Ungheria prima dell'inizio della seconda guerra mondiale 568mila perirono nella Shoah.
Il 19 marzo 1944 la Germania nazista invase e occupò l'Ungheria con la collaborazione del governo ungherese e grazie al sostegno dei nazisti ungheresi, le Croci Uncinate. Per commemorare il settantesimo anniversario dell'invasione che oltre ai quasi 570mila ebrei uccisi costò la vita anche a innumerevoli altri, e comportò in seguito la distruzione di Budapest e di buona parte del Paese, il governo Orbán avrebbe voluto inaugurare un monumento nella centralissima piazza Szabadság di Budapest - sede anche del monumento di epoca socialista ai soldati sovietici che liberarono l'Ungheria. Il monumento progettato addebita l'intera responsabilità della Shoah ungherese ai nazisti tedeschi, assolvendo di fatto gli ungheresi che spesso provvedevano da soli all'eliminazione degli ebrei che degli oppositori, dei rom, degli omosessuali, e di tutte le categorie umane in contrasto con le idee del nazismo.
Con sit in, manifestazioni, discorsi e forme di resistenza pacifica, da 84 giorni un pugno di coraggiosi, alcuni dei quali sopravvissuti alla Shoah e discendenti delle vittime, stanno rendendo impossibile l'inaugurazione del monumento, presidiato giorno e notte dalle forze dell'ordine, chiedendo una corretta interpretazione della Storia.
Una coppia di miei amici, Judit Szász
e Gábor Sebő, mio compagno delle elementari e delle medie
Il 19 marzo 1944 la Germania nazista invase e occupò l'Ungheria con la collaborazione del governo ungherese e grazie al sostegno dei nazisti ungheresi, le Croci Uncinate. Per commemorare il settantesimo anniversario dell'invasione che oltre ai quasi 570mila ebrei uccisi costò la vita anche a innumerevoli altri, e comportò in seguito la distruzione di Budapest e di buona parte del Paese, il governo Orbán avrebbe voluto inaugurare un monumento nella centralissima piazza Szabadság di Budapest - sede anche del monumento di epoca socialista ai soldati sovietici che liberarono l'Ungheria. Il monumento progettato addebita l'intera responsabilità della Shoah ungherese ai nazisti tedeschi, assolvendo di fatto gli ungheresi che spesso provvedevano da soli all'eliminazione degli ebrei che degli oppositori, dei rom, degli omosessuali, e di tutte le categorie umane in contrasto con le idee del nazismo.
Con sit in, manifestazioni, discorsi e forme di resistenza pacifica, da 84 giorni un pugno di coraggiosi, alcuni dei quali sopravvissuti alla Shoah e discendenti delle vittime, stanno rendendo impossibile l'inaugurazione del monumento, presidiato giorno e notte dalle forze dell'ordine, chiedendo una corretta interpretazione della Storia.
![]() |
| "Chi non conosce la Storia è condannato a riviverla." |
e Gábor Sebő, mio compagno delle elementari e delle medie
sono fra i promotori e gli organizzatori della protesta. I loro nonni furono uccisi ad Auschwitz.
Raccogliendo oggetti, foto e ricordi delle vittime dell'Olocausto, il gruppo di resistenti ha costruito un monumento proprio, chiamato Monumento Vivo (nella foto oggetti dei miei amici):
Oggi è l'ottantaquattresimo giorno di protesta, accompagnata spesso da interventi di celebrità locali e internazionali, non necessariamente di origine ebraica, come per esempio Péter Esterházy, scrittore di fama mondiale, che ha parlato ieri:
![]() |
| Foto di Dániel Németh |
Lo scrittore ha letto anche un breve brano tratto dal suo volume "La paura del democratico" pubblicato nel 1988: „Abbiamo ripetuto fino alla noia che essere democratico significa non avere paura. Non significa soltanto non temere il potere, gli avversari, il regime, tutta quella massa anonima. Ne è solo una parte. Significa soprattutto non aver paura di avere pensieri limpidi, di interrogarci, di porre tutte le domande che riguardano noi stessi. Solo dopo dobbiamo accorgerci della pagliuzza o della trave nell'occhio dell'altro. Non dobbiamo avere paura della paura."
Qualche giorno prima la piazza ha avuto l'onore di cantare l'Inno alla Gioia diretta da un altro illustre sostenitore, il grande direttore d'orchestra Ádám Fischer.
Alcuni degli organizzatori e promotori della manifestazione sono stati denunciati e hanno procedimenti penali in corso, perché hanno scritto o disegnato sul telo che copre il monumento in attesa di essere inaugurato; qualcuno di loro, come il mio amico Gábor, è stato portato via dalla polizia a forza viva dalla piazza e denunciato a piede libero.
venerdì 7 marzo 2014
sabato 8 febbraio 2014
Good Night and Good Day, Budapest
Good Night, Budapest! - un video di appena quattro minuti sulla città in una notte d'inverno.
Qui invece il panorama della città visto dal cielo: http://www.budapest.skyviewair.com
Qui invece il panorama della città visto dal cielo: http://www.budapest.skyviewair.com
giovedì 7 novembre 2013
Zeneakadémia (Accademia Filarmonica), Budapest
E' stata inaugurata la rinnovata Zeneakadémia, l'Accademia Filarmonica, a Budapest, costruita nel 1907. Consiglio la visione di questa serie di belle foto: Foto di Tamás Thaler
martedì 10 settembre 2013
Budapest
Un breve video su Budapest in inglese per scoprire punti interessanti e poco frequentati dai turisti:
BUDAPEST
BUDAPEST
martedì 26 marzo 2013
Ricordi del viaggio a Budapest - marzo 2013
"Analizziamo con maggiore attenzione del più raffinato scrittore francese, profondo conoscitore dell'animo umano, le parole della persona amata e quelle del nostro medico. Stiamo attenti a tutto quello che sembra abbiano evidenziato, riflettiamo sui loro sguardi, e ci vengono in mente anche i riferimenti più distanti che potrebbero aver influenzato le loro parole." (Ferenc Molnár)
| Panorama da Buda |
| Vàci utca |
| Ancora panorama da Buda |
| Al Castello |
| Residenza del Presidente della Repubblica |
| Ex-collegio degli studenti stranieri al Castello |
Archivio di Stato |
| Al Castello |
| Al Castello |
Iscriviti a:
Post (Atom)












.jpg)

.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
