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| Péter Popper (1933 - 2010) |
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lunedì 1 luglio 2013
Péter Popper, Sull'accettazione
martedì 11 giugno 2013
Péter Popper, Del silenzio
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| Foto di Esther Bubley |
Con poco tempo a disposizione è impossibile costruire una relazione duratura. Il valore di un legame si misura anche con il tempo messo a disposizione dai partner, con la cura che uno si prende dell'altro. A volte basta anche la condivisione del silenzio. In una poesia Kosztolányi parla di una compagnia internazionale in viaggio su un treno: "I nostri silenzi non si congiungono perché io taccio in ungherese, e loro in svedese." Esatto. Anche fra due persone che si amano ci sono silenzi separati, e quei momenti non rientrano nel tempo trascorso insieme. E' molto importante capire quando un silenzio è condiviso, e quando è solitario.
2. Non avere paura del silenzio. Tutto ciò che è importante accade in silenzio. Le piante, il feto nel grembo materno crescono in silenzio. I pensieri attraversano silenziosi la mente e l'amore ci coglie silenziosamente.
Péter Popper
martedì 23 aprile 2013
Péter Popper, Sulla vita di coppia
Vivere insieme, non in simbiosi e non uno accanto all'altra. Lo scopo di una relazione è aiutare l'altro a far emergere le proprie possibilità nascoste, affinché possa diventare sempre più autentico, sempre più marcatamente se stesso. Questo è il senso della convivenza di due individui sovrani. L'Io non può perdersi nel Noi. Ma i due Io non possono nemmeno allontanarsi al punto da far diventare il rapporto la somma di due solitudini. Le vite di due persone libere si forgiano attraverso la condivisione di pensieri, esperienze, gioie e pene. Ma anche la condivisione deve avere dei limiti. Ogni essere umano ha il diritto a uno spazio privato nell'anima. Uno spazio soltanto suo, la cui porta non dev'essere mai spalancata.
Péter Popper
(Trad. A.R.)
venerdì 1 marzo 2013
Péter Popper, Un esercizio buddista
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Ecco i punti più importanti:
1. Non dare retta ai numeri inutili come la pressione sanguigna, il peso, l'età; riguardano solo i medici, li paghi perché se ne occupino loro.
2. Conserva solo gli amici allegri. Gli altri ti trascinano nel baratro.
3. Studia senza interruzione. Impara a usare il pc, a conoscere l'automobile, il giardinaggio, qualsiasi cosa. Il cervello non deve riposarsi. "Il cervello inattivo è l'officina del diavolo"; il suo nome è Alzheimer.
4. Goditi le cose semplici.
5. Ridi spesso, ad alta voce e a lungo. Ridi finché hai fiato.
6. A volte scappa qualche lacrima. Sopporta, seppellisci, e va' avanti. L'unica persona che rimane con te fino alla fine sei tu. Vivi finché avrai vita.
7. Circondati di cose che ami. Famiglia, animali, souvenir, musica, piante, hobby; va tutto bene. La tua casa è il tuo rifugio.
8. Scendi in strada per fare una passeggiata, scopri regioni vicine o paesi stranieri.
9. Approfitta di ogni occasione per dichiarare il tuo affetto.
10. E ricordati sempre: la vita non è misurata in respiri, ma in momenti che ti lasciano senza respiro, a bocca aperta.
Da "I rosicatori dell'anima" di Péter Popper
(Trad. Andrea Rényi)
venerdì 25 maggio 2012
Péter Popper, Sette riflessioni sgradevoli sulle pene d'amore
Péter Popper, psicologo e psichiatra ungherese
(1933-2010)
- La storia dell'umanità inizia con un fratricidio: Caino uccide Abele perché Dio gradisce solo il sacrificio di suo fratello. La Bibbia sembra voler dire che il dolore più grande nella vita di un essere umano è il rifiuto. Perché i rifiuti comprendono anche giudizi: non sei alla mia altezza, non sei degno di me o degno di qualcosa, non ti voglio, c'è di meglio ecc. Se questo rifiuto riguarda una passione, un'ammirazione o anche solo un desiderio fisico dettato dagli istinti, il dolore si moltiplica e diventa una furia incommensurabile. Di conseguenza chi rifiuta un amore sottopone l'altro a grande sofferenza e gioca con un fuoco pericoloso.
- La saggezza millenaria dice che anche il viaggio di mille miglia inizia con un passo. Allo stesso modo la costruzione degli edifici di dieci piani comincia con la posa di una prima fila di mattoni. Non si deve mai giocare con la passione di un altro essere umano. Non va fatto il primo passo. Non va posta la prima fila di mattoni. In quel momento tutto può ancora essere risolto al costo di una piccola ferita, di un dolore lieve. Ma se non sistemiamo la faccenda perché siamo poco coraggiosi, perché pensiamo di risparmiare all'altro il dolore o perché siamo pigri e vogliamo affidare al tempo la soluzione delle situazioni fastidiose, insomma se ci lasciamo trascinare dalla corrente, il tempo non solo non sistemerà la questione ma ci farà precipitare in grandi tragedie.
- Credo nell'autosuggestione dell'essere umano. Capita molto raramente – di solito nei libri – di vedere qualcuno e innamorarsene di colpo. Gli autori mediocri ne parlano come di un fulmine che attraversa entrambi. Sarebbe bello se fosse vero, ma succede molto di rado. Accade invece che si ha voglia di amore e ci si apre davanti alla passione. Non per caso il famoso scrittore ungherese Milán Füst avrebbe voluto pubblicare quest'annuncio: “Si cerca oggetto per passione già esistente”.
- Un anziano psicologo – interpellato per lo più per delusioni amorose e per relazioni in crisi – tenderebbe a pensare che più delle volte gli innamorati non abbiano la più pallida idea dell'oggetto del loro amore. Perché prima di tutto vogliono amare e se finalmente compare un marcantonio o una sirenetta, vi proiettano tutte le loro fantasie erotiche, tutti i loro desideri immaginari e sogni relativi alla Persona cercata e si innamorano di un essere immaginario. Sapendo ben poco della persona reale dietro l'immagine della loro fantasia. Arrivano però i momenti drammatici della delusione e non se la prendono con se stessi ma con il partner: perché non sei quello o quella che immaginavo? Senza parlare del grandioso spettacolo teatrale dell'amore al culmine della passione, quando tutti danno il meglio di sé. Rimangono celati però i veri volti, i veri caratteri, le deviazioni presenti in tutti noi, le fissazioni, le abitudini a volte difficilmente sopportabili.Mi vergogno ma voglio ugualmente ammettere di non fare il tifo per le unioni d'amore. La simpatia reciproca, l'amicizia o la comunanza di interessi permettono una migliore conoscenza del partner.
- Il regno dell'amore è pieno di inganni. Cinquecento anni fa un drammaturgo inglese raccontò la storia di un amore vero. Ancora oggi la gente va al teatro per assistere al destino di Romeo e Giulietta. L'amore esiste ma è un fenomeno raro. Oggigiorno qualcuno ha inventato però che un uomo retto, una donna decente vanno a letto solo per amore. E allora bisogna chiamare amore tutto, il piacere del momento, il desiderio, l'attrazione, il flirt, l'eccitazione. Che senso ha?
- Sotto sotto la pigrizia uccide l'amore. La sicurezza della felicità acquisita distrugge la vita quotidiana. Quando siamo pigri per fare la corte, per conquistare, per renderci desiderabili, compresa la pulizia della persona, l'uso del profumo, dell'abbigliamento e della biancheria attraenti. Perché? Tanto è ormai è nostro/nostra. Suona allora la campana a morto della relazione fra uomo e donna. Perché nel nostro cuore dovrebbe essere scritto a lettere cubitali che L'ESSERE UMANO NON E' PROPRIETA' DI NESSUNO.
- Il vero amore è passione, estasi, felicità. Tutto questo però non è mai permanente, sono solo momenti. E quando sono passati? Dobbiamo far finta del contrario? O cercare nuove eccitazioni? Eravamo abituati ad averle, ne “abbiamo diritto”. Dicono che l'amore si trasforma in affetto. A volte. Ma per lo più diventa indifferenza, alienazione, odio come dimostrano i divorzi e le lotte spregevoli per i figli, per la divisione dei beni.Cosa possiamo fare? L'importante è non ascoltare nessuno, neppure l'anziano “specialista”, lo psicologo. Nessuno deve dare retta a nessuno, né ai genitori né agli amici, che vorrebbero tarpargli le ali quando vuole volare verso il cielo e il sole per raggiungere l'uccello azzurro della felicità. Innanzitutto perché la passione è più forte delle parole sagge. Poi perché l'uccello azzurro è imprevedibile. Qualche volta si lascia catturare, qualche altra si posa lui stesso sulla spalla dell'eletto, e comunque non esiste.Devo darvi una notizia triste. Non esiste La Persona. Non c'è. Non esiste una donna o un uomo che ci appartenga, che potremmo incontrare. Una persona fortunata incontra due o tre persone nel corso della propria esistenza che potrebbero fare per il suo caso. Ci vuole però molta pazienza, rinuncia, comprensione, abnegazione, perché alla fine possa nascere un rapporto in cui l'altro o l'altra diventi indispensabile, ovvero La Persona.
(Trad. Andrea Rényi)
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