venerdì 1 marzo 2013

Péter Popper, Un esercizio buddista


I buddisti si avvalgono di una buona pratica: alla fine di ogni settimana segnano su un quaderno tutto quello che li ha fatti uscire dai gangheri, causato preoccupazione, rabbia e indignazione. Note brevi, il tutto riassunto in poche parole. Alla fine del mese rileggono l'elenco e si osservano per capire quali sono gli episodi, i fatti, che continuano a inquietarli o a rattristarli, quali invece hanno perso completamente importanza. Gli ultimi vengono cancellati. In questi casi uno si rende conto, con sgomento, che a volte si innervosisce, si agita solo per stupidaggini. Cose, episodi, che a distanza di qualche giorno o settimana, non contano più. Col tempo si capisce invece, quali sono i fattori di vero peso, che ci influenzano sul piano della sensibilità.

Ecco i punti più importanti:

1. Non dare retta ai numeri inutili come la pressione sanguigna, il peso, l'età; riguardano solo i medici, li paghi perché se ne occupino loro. 

2. Conserva solo gli amici allegri. Gli altri ti trascinano nel baratro.

3. Studia senza interruzione. Impara a usare il pc, a conoscere l'automobile, il giardinaggio, qualsiasi cosa. Il cervello non deve riposarsi. "Il cervello inattivo è l'officina del diavolo"; il suo nome è Alzheimer.

4. Goditi le cose semplici.

5. Ridi spesso, ad alta voce e a lungo. Ridi finché hai fiato.

6. A volte scappa qualche lacrima. Sopporta, seppellisci, e va' avanti. L'unica persona che rimane con te fino alla fine sei tu. Vivi finché avrai vita.

7. Circondati di cose che ami. Famiglia, animali, souvenir, musica, piante, hobby; va tutto bene. La tua casa è il tuo rifugio. 

8. Scendi in strada per fare una passeggiata, scopri regioni vicine o paesi stranieri.

9. Approfitta di ogni occasione per dichiarare il tuo affetto.

10. E ricordati sempre: la vita non è misurata in respiri, ma in momenti che ti lasciano senza respiro, a bocca aperta.   

Da "I rosicatori dell'anima" di Péter Popper

(Trad. Andrea Rényi)