giovedì 28 novembre 2013

G. B. Shaw sulla lingua ungherese

Maiuscole in corsivo
“After studying the Hungarian language for years, I can confidently conclude that had Hungarian been my mother tongue, it would have been more precious. Simply because through this extraordinary, ancient and powerful language it is possible to precisely describe the tiniest differences and the most secretive tremors of emotions.” George Bernard Shaw

martedì 19 novembre 2013

Il ruolo delle azioni sociali nella comunicazione digitale

Un post insolito, quasi scientifico, per un blog di impronta narrativa, come questo. Ma credetemi, vale la pena di leggere quest'articolo di Flavio Pintarelli:
Le metriche dell'indignazione

martedì 12 novembre 2013

Pino De Stasio, Gli ultimi minuti di Miklós Radnóti



il suono della sua voce
disperata nei vagoni arrugginiti
che macchiano la pelle
disidratata e fredda
giacigli umani di carne magra al contatto
spigoli ed ossa alla deportazione
sui campi bianchi macchiati di greggi
soffice lana al fioccare invernale
sangue previsto
fucile al petto
fogli scritti svaniti d'incanto
racchiusi nel rigido respiro
quello mortale fisso
diaframma spento
disgusto per quella croce che
uncinata come artiglio mortale
sfiora caute labbra
sciolte e giovani al Canto
ma dure e livide alla morte
improvvisa violenta azione
fosse profonde
si sommano ad altre
accolgono tra tuberi e semi
spezzati legni
conifere bianche e resine
mani nodose alla luce
che strette
nei pollici versi allo sterno
custode geloso
di vento d'amore riposa


pino de stasio
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venerdì 8 novembre 2013

Endre Ady, Il parente della morte



Endre Ady (1877-1919)

Io sono parente della morte,
amo l'amore che svanisce,
amo baciare colei
che parte.

Amo le rose malate,
le donne, se desiderano ancora, appassendo,
e il triste e luminoso
tempo d'autunno.

Amo lo spettrale richiamo ammonitore
delle ore tristi,
lo spettro giocoliere
della grande sacra morte.

Amo coloro che partono,
coloro che piangono e si risvegliano,
nella brina di fredde albe piovose
i prati.

Amo la stanca rinunzia,
il pianto senza lacrime e la pace,
il rifugio
dei santi, dei poeti, dei malati.

Amo chi è stato deluso,
chi è stato mutilato, chi si è fermato,
chi non crede più, e ha la fronte buia:
il mondo.

Io sono parente della morte,
amo l'amore che svanisce,
amo baciare colei
che parte.

Traduzione di Marinka Dallos e Gianni Toti

giovedì 7 novembre 2013

Zeneakadémia (Accademia Filarmonica), Budapest

E' stata inaugurata la rinnovata Zeneakadémia, l'Accademia Filarmonica, a Budapest, costruita nel 1907. Consiglio la visione di questa serie di belle foto: Foto di Tamás Thaler