lunedì 6 maggio 2013

Henrik Nordbrandt, Dovunque andiamo


Foto di Luigi Ghirri
Dovunque andiamo, arriviamo sempre troppo tardi
a ciò che un tempo siamo partiti per trovare.
E in qualsiasi città ci fermiamo
sono le case cui è troppo tardi per tornare
i giardini in cui è troppo tardi per trascorrere una notte di luna
e le donne che è troppo tardi per amare
a tormentarci con la loro impalpabile presenza.

E qualsiasi strada ci sembri di conoscere
ci porta lontano dai giardini fioriti che cerchiamo
e che diffondono il loro pesante odore nel quartiere.
E a qualsiasi casa torniamo
arriviamo a notte troppo tarda per essere riconosciuti.
E in qualsiasi fiume ci specchiamo
vediamo noi stessi solo dopo aver voltato le spalle.

(Traduzione di Bruno Berni, su “Poesia del Novecento in Italia e in Europa” a cura di Edoardo Esposito, Feltrinelli 2000)

Genova detta Zena, un piccolo album fotografico

San Donato e un edificio al porto

Mi piacciono le città sul mare con un importante ruolo nella Storia, con legami alla musica e alle arti, e Genova lo è. Città non bella ma dal fascino irresistibile, Genova custodisce tante cose belle e molto interessanti, che in tre giorni solo in parte sono riuscita a vedere. Eccone alcune.
San Matteo
La casa dove nacque Giuseppe Mazzini il 22 giugno 1805

Basilica di S. Lorenzo, merita una visita anche il Tesoro sotterraneo, locali progettati da Albini
De André, in via del Campo
Via del Campo 29, piccolo museo dedicato a De Andrè, Tenco e ai cantautori genovesi
La casa seicentesca al posto di quella che fu di Cristoforo Colombo
Al posto della casa di Paganini

Un esempio dei tanti magnifici portali medievali nei  carruggi

Poi c'è via Garibaldi, i palazzi dei Doria intorno a piazza San Matteo, i musei, e in particolare uno, sempre trascurato dai visitatori: il Museo Diocesano, capolavoro del restauro architettonico, ricco di tavole e persino di una sezione di tele blue jeans dipinte di tanti secoli fa.