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giovedì 9 aprile 2015

István Örkény

Spesso ci comprendiamo su cose particolarmente complesse, ma capita di non trovare un accordo su qualcosa di veramente semplice

"Buongiorno(1). Si affittano qui i materassini di gomma gonfiabili?"
"Cosa dice?"

"Forse ho sbagliato posto? Mi hanno detto che in questa baracca verde avrei trovato il deposito del Ministero del Commercio Interno."

"Questo è il deposito del Ministero del Commercio Interno. Ma noi diamo in affitto solo sedie sdraio, sci d'acqua e materassini di gomma gonfiabili."

"Benissimo. Avremmo bisogno di due materassini di gomma."

"Non capisco una sola parola. Sprechen Sei Deutsch?"

"Nicht deutsch."

"Parlo un po' di francese. Vu sprechen fransè?"

"Nicht fransè."

"Allora che lingua parla?"

"Purtroppo solo l'ungherese."

"Che tipo! Allora perché non parla in ungherese?"

"Secondo lei in che lingua dovrei parlare? Sono ungherese, sono nato in Ungheria, parlo esclusivamente l'ungherese. Quanto cosa il noleggio di un materassino di gomma?"

"Senta, non tenti di fuorviarmi. Frequento il terzo anno di Storia e di Filosofia, sono venuta qui in vacanza e per guadagnare qualche soldo."

"Ha fatto bene a venire."

"Lavoro mezza giornata, l'altra mezza sono in spiaggia. Se vuol sapere il mio ragazzo sta prendendo il sole là ed è anche membro della squadra nazionale di pentatlon."

"Perché lo dice con questo tono ironico?"

"Perché do in affitto solo sedie sdraio, sci d'acqua e materassini di gomma gonfiabili. Se ha dei retropensieri ha sbagliato indirizzo."

"Non ho retropensieri, mi creda, vorrei soltanto prendere a nolo due materassini di gomma gonfiabili."

"Bei uns ist vollkommene Glaubensfreiheit."

"Cosa ha detto?"

"Che da noi c'è libertà di religione. Gli stranieri domandano sempre se c'è la possibilità di andare a messa la domenica."

"Senta, lei ha studiato logica. Proviamo a fare una conversazione logica."

"Che strana lingua parla. Anche noi, in ungherese, usiamo la parola logica."

"Già che parliamo di libertà di religione: posso chiederle se crede in Dio?"

"Solo come Kierkegaard, nel compiuto. Capisce cosa intendo?"

"Più o meno. Che qualcuno oscillando sopra un abisso di 70 mila braccia possa essere felice… Conosce anche Teilhard de Chardin?"

"Non era obbligatorio ma ho letto due suoi libri in tedesco."

"E che ne pensa?"

"Dapprima ne ero entusiasta. Ecco un genio dell'epoca moderna… ma poi nella questione cruciale, quando comincia a far incrociare religione e scienza, prende un grosso granchio."

"Interessante. Più o meno la penso anch'io in questo modo. Ma se ci intendiamo tanto bene, come mai non riusciamo a venire a capo dei materassini di gomma?"

"Vulè vu noleggiare chelcscios?"

"Ci risiamo. Eppure siamo capaci di ragionare entrambi. Propongo di restringere il cerchio: che ne direbbe se chiedessi due sedie sdraio?"

"Come preferisce. Ne abbiamo con e senza parasole."

"Perfetto. E che sci d'acqua avete?

"Abbiamo tre misure. Quale desidera?"

"Nessuna, a me servono due materassini di gomma."

"Due che cosa?"

"Strano. Evidentemente questa unica parola non riusciamo a comprenderla."

"Si tratta di una parola composta. Materassino più gomma. Conosce la gomma? La gomma da cancellare? Quella dell'auto?"

"Ma certo."

"Sa che cosa è un materasso?"

"Non mi crederà mica un cretino?"

"Allora mettiamo insieme le due parole e mi dia due materassini di gomma."

"Qui ci dev'essere un malinteso. Da me si possono prendere a nolo solo sedie sdraio, sci d'acqua e materassini di gomma."

"Chiedo scusa, signorina."

"Non si preoccupi."

"Arrivederci."

"Auguri."
Spesso ci comprendiamo su cose particolarmente complesse, ma capita di non trovare un accordo su qualcosa di veramente semplice.

Da "Novelle da un minuto", 1968

(1) Nel testo originale "bacio la mano", il tradizionale saluto dei bambini ungheresi agli adulti e degli uomini alle donne.






martedì 15 gennaio 2013

István Örkény, Memorie di una pozzanghera



Il 22 marzo 1972 piovve tutto il giorno e io mi raccolsi in un punto molto piacevole. Ve lo indico: di fronte al numero civico 7 di via Dràva, nel tredicesimo distretto di Budapest (capitale dell'Ungheria), dove il marciapiede ha degli avvallamenti. 
Vissi, campicchiai lì. Molti entrarono in me e usciti, si girarono per rimproverarmi, vituperarmi e per rivolgermi parole dure che non ripeto. Fui pozzanghera per due giorni e sopportai le offese senza una lamentela. Com'è noto, il 24 uscì il sole. Oh, che esistenza paradossale! Con l'arrivo del bel tempo mi prosciugai.
Cosa raccontare ancora? Feci bene il mio dovere? Mi comportai come si deve? Quelli del 7 di via Dràva si aspettavano altro da me? Non fa più differenza ma sarebbe utile saperlo perché si formeranno altre pozzanghere dopo di me. Abbiamo vita corta, i giorni contati, e mentre trascorrevo il tempo per strada è già cresciuta una generazione pronta all'azione, potenziali pozzanghere sognatrici, ambiziose che mi tartassano di domande, vogliono sapere da me che cosa succederà in quella buca tanto promettente.
Ma io sono stata pozzanghera solo per due giorni e in base alla mia esperienza posso solo dire che i toni erano quasi drastici, la via Dràva è spazzata dal vento e il sole riprende a splendere a ogni piè sospinto, quando non dovrebbe, ma almeno non dovetti scorrere giù per il canale... Ma che buchi, che avvallamenti! E che perdite d'acqua dai tubi! Pavimenti con crepe! Sono cose importanti, oggigiorno. Giovani, se volete darmi ascolto vi dico: avanti! Direzione via Dràva!

(Da "Novelle da un minuto"; trad. A. Rényi)

martedì 14 febbraio 2012

István Örkény, 1949

Su sua richiesta, il ministro degli Esteri László Rajk, vecchio combattente del Partito, è stato condannato a morte.
L'esecuzione ha avuto luogo all'insegna della reciproca fiducia e intesa, davanti a un numero esiguo di invitati.


(Da "Novelle da un minuto", trad. Andrea Rényi)