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giovedì 4 aprile 2013

Storia greca, un ebook

Negli anni ’50 e ’60 il mondo stese un velo pietoso su quattro anni di storia della Grecia contemporanea, quelli della Guerra Civile fra il 1946 e il 1949. I governi greci successivi ne parlarono solo in termini di orrore del comunismo, falsificando spesso anche i più elementari fatti storici. La catastrofe della Guerra Civile coinvolse anche centinaia di migliaia di civili di ambo le parti e vide l’espatrio di centoventimila fra combattenti e civili, molti dei quali erano ancora bambini, figli e nipoti di partigiani. I greci rifugiati divennero cittadini dei Paesi del blocco sovietico, pur conservando la loro lingua madre, e alcuni anche il desiderio di tornare un giorno in Grecia. L’Ungheria ospitò migliaia di esuli e ancora oggi esiste una forte comunità greca che partecipa attivamente alla vita pubblica ungherese.
Storia greca – il titolo è stato preso in prestito dalla novella tradotta dall’ungherese da Andrea Rényi in questo volume –, intende rendere omaggio a questo doloroso capitolo, presentando brevemente, nell’introduzione, la storia della loro emigrazione in Ungheria e ricostruendo, nella postfazione Brevi cenni di storia greca, la storia della Guerra Civile poco nota in Italia. Storia greca, la lunga novella dello scrittore ungherese Lajos Galambos, nel capitolo centrale del libro, narra i destini, fittizi ma verosimili, di emigrati greci in Ungheria.

Il libro può essere scaricato qui (e su tutti i portali e-book italiani amazon.it compreso) GRATUITAMENTE:http://www.ultimabooks.it/storia-greca

martedì 22 gennaio 2013

Letteratura ungherese e I Dragomanni

Qualche mia parola su Strade Magazine:


Grazie alla traduttrice Andrea Rényi i Dragomanni hanno potuto far conoscere un racconto di Róbert Hász e, all’interno dell’antologia Uccelli di fango, due di Endre Ady; e sono in arrivo ancora altre perle della letteratura ungherese:
“Permettetemi una banalità: spesso la vita è un bravo regista e l’incontro con i Dragomanni ne è la dimostrazione. Premetto che per la letteratura ungherese questo è un momentaccio, non ho potuto fare il conto preciso ma credo che nel 2012 il numero dei libri tradotti dall’ungherese all’italiano non sia arrivato alla dozzina. Da qualche tempo proporre testi ungheresi è diventato molto difficile persino nel caso di autori ben noti e tradotti nelle lingue principali; di conseguenza fare il giro delle case editrici con un libro senza l’appeal del nome famoso è solo una frustrante perdita di tempo. Prima della nascita dei Dragomanni stavo infatti abbandonando la speranza di vedere pubblicato il piccolo volume ibrido – la traduzione di una lunga novella e una pre- o postfazione di ricostruzione storica -, sul quale stavo e sto ancora lavorando, e che per motivi personali mi sta particolarmente a cuore. Ma la funzione ‘deus ex machina’ dei Dragomanni è ben più importante ed evidente nel caso dell’antologia Uccelli di fango, che ha visto la luce l’8 dicembre. In mancanza di fondi, promessi ma non più erogati alla Casa delle Traduzioni, i tredici racconti e la pantomima che compongono la raccolta rischiavano di non poter essere più pubblicati e rimanere nei cassetti delle sette traduttrici che li avevano tradotti nell’arco di un anno, vanificando il tentativo di far conoscere autori di buon livello ma inediti e fuori diritti, quindi con qualche speranza di trovare editori interessati."