Vorrei avvolgere tra le mie braccia oggi
un uomo tanto orfano, di desideri vedovo,
quanto me, trafitto al cuore dalla primavera,
e sui suoi capelli crespi bussa il gelo autunnale,
uno che, se ha avuto una giornata da lettera scarlatta,
é stato il Destino a farvi colare la tinta dal suo stesso sangue,
un figlio di rimpianti anziani e padre di nuovi,
tardivo a gioire, e rapido a scoraggiarsi;
uno che nobile innalzarono dalla polvere del suolo
molteplici rare sofferenze, ma non superbo
da distinguersi dalle volgari file dei nani,
e il suo blasone é la foglia appassita d'un albero,
se lo lapidano, gettandogli contro il cuore risponde,
se cuori gli gettano contro, canta silente…

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