AGI
BERTA
CONFINI
INCERTI
Romanzo
- Edizioni Uroboros - pagg. 203
La
scrittrice ungherese Agi (è il diminutivo di Agnese) Berta ha
scritto un libro che, attraverso la complessa storia della sua
famiglia di origine, ci racconta la Storia dell’Europa Centrale a
partire dalla fine della prima guerra mondiale fino a poco oltre la
fine della seconda.
Anni
che hanno modificato profondamente l’assetto dell’Europa e che
continuano a produrre i loro effetti ancora oggi; anni rivissuti
nell’ottica di una famiglia della piccola nobiltà ungherese di
origine croata, gli Harmath. Dopo la fine della prima guerra gli
Harmath sono costretti ad abbandonare la città di Cakovec, in
Croazia, per divenire profughi a Budapest, abbandonando tutti i loro
beni.
La
famiglia è composta dal padre Nandor, dalla madre Cecilia e dai
figli Eugenio, Irene, Dusi e Nandor Junior; genitori e figli
cercheranno con ostinazione di superare il passato e di costruire un
difficile presente. Le loro vite incontreranno delle traiettorie
assai differenti: Eugenio, superando i dubbi che provengono dal suo
razionale approccio all’esistenza, sceglie le idee socialiste, il
fratello più piccolo Nandor abbraccia la carriera militare sulla
spinta di una forte idea nazionalista e revanchista che lo porterà
nel terreno del nazismo, delle due sorelle Irene punta tutto sulla
bellezza e su un buon matrimonio, mentre Dusi (la nonna dell’autrice)
sceglie l’indipendenza che viene dal lavoro e dal ritiro in un
piccolo borgo.
Quando
sembra che nuovi, fragili confini abbiano sostituito quelli vecchi
non solo sul piano geografico ma anche su quello esistenziale, arriva
qualche nuovo cambiamento o qualche stravolgimento che mischia le
carte e sconvolge i destini.
Il
lettore è catturato dal racconto della grande Storia e più ancora
dalle esistenze dei protagonisti con le loro debolezze, il loro
coraggio e la voglia – malgrado tutto – di andare avanti e di
conquistare un piccolo spazio per sé e per i successori.
L’autrice
poi guarda alla sua piccola epopea familiare con la giusta
benevolenza, ma anche con occhio sereno e con un filo di ironia che
aiuta a stemperare anche i momenti più drammatici; aiutata forse dai
suoi, personali “confini incerti” che l’hanno accompagnata
dall’Ungheria alla Polonia fino all’attuale e – sembra –
stabile rapporto con la città di Napoli dove vive e insegna.
Girolamo
L’Occaso

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