Con un decreto firmato dal ministro degli Interni Imre Nagy, in seguito martire della rivoluzione del '56, nel gennaio del 1946 185 mila ungheresi di origine tedesca furono privati della cittadinanza ungherese perché presunti complici, solo in base alle loro origini, della Germania nazista. Espropriati i loro beni, furono stipati in vagoni con i loro bagagli essenziali, per essere deportati nei territori tedeschi controllati dai sovietici.
giovedì 23 gennaio 2014
Sulla complessità della Storia, ovvero i tedeschi d'Ungheria nel 1946
Non è una foto della deportazione di ebrei ma la ripresa di un istante storico successivo in Ungheria. Siamo nel 1946, probabilmente alla fine di gennaio, ed è in corso l'esecuzione di un provvedimento preso dal governo ungherese nei confronti dei cosiddetti "svevi", i tedeschi d'Ungheria che vi dimoravano da generazioni, parlavano le due lingue e più delle volte non erano di origine sveva ma di altre regioni tedesche. Come mio nonno materno, la cui famiglia proveniva dai dintorni di Hannover e si era trasferita un secolo prima in un villaggio vicino alla capitale in cerca di terre fertili da coltivare senza doverle pagare; c'erano vasti appezzamenti di terra abbandonati, incolti dopo il lungo dominio turco, e le comunità li mettevano a disposizione per la bonifica.
Con un decreto firmato dal ministro degli Interni Imre Nagy, in seguito martire della rivoluzione del '56, nel gennaio del 1946 185 mila ungheresi di origine tedesca furono privati della cittadinanza ungherese perché presunti complici, solo in base alle loro origini, della Germania nazista. Espropriati i loro beni, furono stipati in vagoni con i loro bagagli essenziali, per essere deportati nei territori tedeschi controllati dai sovietici.
Con un decreto firmato dal ministro degli Interni Imre Nagy, in seguito martire della rivoluzione del '56, nel gennaio del 1946 185 mila ungheresi di origine tedesca furono privati della cittadinanza ungherese perché presunti complici, solo in base alle loro origini, della Germania nazista. Espropriati i loro beni, furono stipati in vagoni con i loro bagagli essenziali, per essere deportati nei territori tedeschi controllati dai sovietici.
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