venerdì 26 dicembre 2014

Madonna Esterházy



Fino all’11 gennaio del 2015 nella Sala Alessi a Palazzo Marino, la cinquecentesca sede del Comune di Milano, è ospitata la Madonna Esterházy di Raffaello Sanzio. La splendida opera dipinta dal genio del Rinascimento nel 1508 proviene dal Museo delle Belle Arti di Budapest (Szépművészeti Múzeum). Si tratta di un prestito eccezionale, ma anche del preludio alla grande mostra di Palazzo Reale nel 2016 che porterà a Milano i capolavori conservati nel museo della capitale ungherese.  

La mostra è anche l’occasione per ricordare le vicende legate a questa tela, soprattutto il clamoroso furto, considerato il più clamoroso furto d'arte dai musei del XX secolo.  Nel 1983, approfittando dei lavori di restauro al museo di Budapest, un gruppo di malviventi italiani trafugò sei opere d’arte tutte di scuola italiana su commissione di un magnate greco, tra cui la Madonna Esterházy, insieme ad altri quadri di Raffaello, Giorgione, Tintoretto e Tiepolo. La notizia fece il giro del mondo e le indagini scattarono immediatamente finché questa sorta di intrigo internazionale non fu sciolto con il ritrovamento di tutti i capolavori in un convento in Grecia ormai sconsacrato e i ladri tutti arrestati.

Il catalogo che Skira ha pubblicato in occasione della mostra, è la prima monografia critica completa sull'opera, e io ho avuto il piacere di contribuire con la traduzione.









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