domenica 8 febbraio 2015

L'assedio di Budapest

Il 13 febbraio 1945, settant'anni fa, a Budapest l'Armata Rossa ebbe finalmente la meglio sull'esercito tedesco e su quello che era rimasto delle forze militari filonaziste ungheresi. La capitale ungherese fu liberata, poté iniziare la ricostruzione, e il 4 aprile 1945 ebbe termine la Seconda Guerra Mondiale anche sull'intero territorio magiaro.

La battaglia per il controllo di Budapest può essere definita la seconda Stalingrado sia per durata che per le perdite umane e il grado di distruzione della città. Dopo mesi di tentativi di fermare il fronte e di fare arrendere le armate tedesche e ungheresi senza dover entrare nella capitale, il 28 ottobre 1944 Stalin si vide costretto a dare l'ordine al maresciallo Malinovskij di occuparla. Ne seguirono 108 giorni di accerchiamento e di assedio, 51 dei quali di battaglia corpo a corpo per le strade della città. I sovietici impiegarono circa 150mila uomini, i difensori 70mila. Durante l'assedio 105mila ungheresi persero la vita. La città era irriconoscibile, come dimostrano queste foto.

In questi giorni, per l'esattezza il 7 febbraio, ricorre anche un secondo anniversario strettamente legato al primo: quello della morte nel 1990, all'età di ottant'anni, dell'attrice e cantante Katalin Karády. Durante l'assedio, per convincere gli ungheresi ad arrendersi,  i sovietici trasmettevano con megafoni a tutto volume una delle sue celebri canzoni: Hiába menekülsz (Non puoi fuggire). La mia preferita rimane però  Mindig az a perc (Sempre quel momento).

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