lunedì 16 gennaio 2017

Éva Heyman, Io voglio vivere, Giuntina, 2017


Éva Heyman ha tredici anni nel 1944 quando per tre mesi – da febbraio a maggio - conduce un diario in cui descrive le condizioni di vita sempre più difficili degli ebrei di Nagyvárad (oggi Oradea in Romania), fino all'internamento nel ghetto, alla deportazione e all'annientamento ad Auschwitz. La ragazza sarà inviata al forno crematorio personalmente da Mengele il 17 ottobre dello stesso anno. Prima della deportazione la ragazza affida il diario a una domestica, che al termine della seconda guerra mondiale lo restituisce alla madre, la giornalista Ágnes Zsolt, che lo pubblica nel 1947 sotto il proprio nome, probabilmente dopo averlo ritoccato. Éva Heyman oggi è una figura simbolica, a Oradea un parco e la statua di Flore Kent portano il suo nome per ricordare i bambini e gli adolescenti periti nell'Olocausto. Dopo la pubblicazione del diario di sua figlia e la morte del secondo marito, il giornalista e scrittore Béla Zsolt, autore di “Nove valigie” (Guanda, 2004, trad. di B. Ventavoli), Ágnes Zsolt cade in depressione e si uccide il 3 agosto 1951, a soli 39 anni.
Senza alcun dubbio Éva Heyman può essere definita l'Anna Frank ungherese. I punti in comune fra i due destini, quindi tra i due diari sono molteplici: entrambe le ragazze lo iniziano il giorno del loro tredicesimo compleanno e lo finiscono nell'estate del 1944, poco prima della loro deportazione. Il diario di Anna Frank è più completo, perché la ragazza olandese ha più tempo a disposizione, ed è più maturo, perché Anna muore a quindici anni. Anche se Éva Heyman ha poco tempo a disposizione, l'intensità del suo diario ne compensa ampiamente la brevità: ogni parola conta, e le non molte annotazioni sono sufficienti, esaustive, per raccontare con ricchezza di dettagli le veloci e ineluttabili trasformazioni nella propria vita e in quella della sua comunità.
Nel febbraio 1944 Éva Heyman vive a Nagyvárad, nella Transilvania riannessa all'Ungheria, con i nonni benestanti. I genitori sono divorziati, la madre si è risposata e vive a Budapest, il padre è rimasto in città ma non può tenerla con sé. Ma lei è una ragazza positiva, conduce un'esistenza equilibrata, è molto brava a scuola, e fa progetti ambiziosi per il suo futuro. Ha soltanto un pensiero negativo ricorrente: il ricordo della sua amica Márta portata via di punto in bianco nel 1941, che non è mai tornata. E la paura di finire come Márta.
Con l'avvento delle leggi razziali il nonno in poche settimane perde la sua farmacia ben avviata, la ragazza deve smettere di frequentare la scuola e la nonna, di carattere difficile anche in condizioni di normalità, impazzisce letteralmente. La ragazza riceve poco aiuto anche dalla mamma, perché Ágnes Zsolt dev'essere sottoposta a un intervento chirurgico a Budapest ed è perennemente impegnata in attività di salvataggio del secondo marito, mandato ai lavori forzati in Ucraina, poi costretto a nascondersi. Le giornate trascorrono cercando di fare fronte alle limitazioni sempre più opprimenti, che impongono anche perdite via via più pesanti. Rimane comunque il tempo e lo spazio per il primo amore e per provare ancora affetti e sensazioni che fanno parte del processo di maturazione di un'adolescente. Poi subentra la paura, ma mai la rassegnazione: “... mio caro Diario, non voglio morire, voglio vivere anche se di tutto il distretto lasciassero solo me qui. Potrei aspettare la fine della guerra in una cantina, in una soffitta, e mi farei baciare anche dal gendarme dall'occhio storto che ci ha portato via la farina, pur di non essere uccisa, di essere lasciata in vita!”
Éva Heyman impersonifica l'Anna Frank ungherese, il suo diario fornisce una preziosa testimonianza da una regione poco conosciuta ma dalla storia molto interessante qual è la Transilvania; sul destino degli ebrei ungheresi transilvani, su come una comunità perfettamente integrata con un ruolo fondamentale nello sviluppo socio-economico potesse diventare, praticamente da un giorno all'altro, una massa umana da cancellare ferocemente.
Autore:
A cura di:
Postfazione:
Andrea Rényi
Anno di edizione:
2017
Traduzione:
Andrea Rényi
Pagine:
156
Illustrato:
no
Legatura:
Brossura
ISBN:
9788880576648
Disponibile:
si
Prezzo:
15 €
Prezzo EBOOK:
6,99 €
 LIBRO
 EBOOK

Nessun commento: