Grazie alla traduttrice Andrea Rényi i Dragomanni hanno potuto far conoscere un racconto di Róbert Hász e, all’interno dell’antologia Uccelli di fango, due di Endre Ady; e sono in arrivo ancora altre perle della letteratura ungherese:
“Permettetemi una banalità: spesso la vita è un bravo regista e l’incontro con i Dragomanni ne è la dimostrazione. Premetto che per la letteratura ungherese questo è un momentaccio, non ho potuto fare il conto preciso ma credo che nel 2012 il numero dei libri tradotti dall’ungherese all’italiano non sia arrivato alla dozzina. Da qualche tempo proporre testi ungheresi è diventato molto difficile persino nel caso di autori ben noti e tradotti nelle lingue principali; di conseguenza fare il giro delle case editrici con un libro senza l’appeal del nome famoso è solo una frustrante perdita di tempo. Prima della nascita dei Dragomanni stavo infatti abbandonando la speranza di vedere pubblicato il piccolo volume ibrido – la traduzione di una lunga novella e una pre- o postfazione di ricostruzione storica -, sul quale stavo e sto ancora lavorando, e che per motivi personali mi sta particolarmente a cuore. Ma la funzione ‘deus ex machina’ dei Dragomanni è ben più importante ed evidente nel caso dell’antologia Uccelli di fango, che ha visto la luce l’8 dicembre. In mancanza di fondi, promessi ma non più erogati alla Casa delle Traduzioni, i tredici racconti e la pantomima che compongono la raccolta rischiavano di non poter essere più pubblicati e rimanere nei cassetti delle sette traduttrici che li avevano tradotti nell’arco di un anno, vanificando il tentativo di far conoscere autori di buon livello ma inediti e fuori diritti, quindi con qualche speranza di trovare editori interessati."

2 commenti:
Grazie Andrea!
Grazie a te.
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