venerdì 27 gennaio 2012

Orsolya Karafiáth, I confini della baia

Foto di Sibnath Basu
La falesia si è quasi rinchiusa,
il sole forma una baia, secondo le luci.
Ogni gesto segnala una boa, ora:
fino ad essa, non oltre. Poi di nuovo fin qui.

Nuotare quasi immobile.
Nel mare aperto, se c'è pericolo.
Acque eccitanti, oltre confine;
non serve l'onda, travolgo me stessa.

E ci sarà un dopo, quando il colore della notte
Come il vino di mandorle, trasformato in sorsi freschi.
Dipinge la mia ombra nelle orme nella sabbia:
pulizia di rive delineate dal fango.

E nemmeno qui riesco ad amarti bene.
Ho il piede freddo, gela la piscina fresca.
La falesia si è quasi richiusa
un cielo più terso perché possa dilatare il suo specchio.

(Trad. Andrea Rényi)

1 commento:

Cristina ha detto...

chissà perchè la immagino piccola e minacciosa questa baia, che imprigiona non solo chi ci nuota all'interno, ma anche le sue stesse emozioni.