mercoledì 8 febbraio 2012

György Somlyó, Favola sull'amore e sull'affetto

C'è chi crede di poter fare qualsiasi cosa perché lo amano.
C'è chi crede di poter fare qualsiasi cosa perché ama.
C'é chi pensa di dover badare a tutto ciò che fa perché ama.
C'é chi pensa di dover badare a tutto ciò che fa perché lo amano.
C'é chi pensa che l'amore è ai limiti dell'odio.
C'é chi pensa che l'amore è ai limiti dell'affetto.
C'é qualcuno che confonde l'amore con l'affetto e non comprende che altri, per risposta, confondono l'odio con l'amore.
C'é chi ama come una lepre finita in autostrada e caduta nella trappola delle luci.
C'é chi è come il leone che sbrana ciò che ama.
C'é chi ama come il pilota la città su cui lancia le bombe.
C'é chi è come il radar che guida gli aerei nell'aria.
C'é chi ama pacificamente come la capra che permette al bambino affamato di succhiare il latte.
C'é chi va alla cieca come l'ameba che ingoia l'altra nella sua esistenza informe.
C'é chi in modo insensato come la farfalla notturna ama la favilla.
C'é chi saggiamente come l'orso il letargo.
C'é chi ama se stesso nell'altro,
e chi in se stesso quell'altro che diventerà attraverso l'altro.

(Trad. di Andrea Rényi)

Dell'autore (in inglese)

2 commenti:

Cristina ha detto...

"che l'amore è tutto, è tutto ciò che sappiamo dell'amore" (emily dickinson)

Andrea Rényi ha detto...

La cara Emily che, senza essere mai uscita di casa, sapeva tutto dell'essere umano.