venerdì 10 febbraio 2012

Attila József, Ode

2

Oh quanto amo te
che sei riuscita a far parlare
la cavità più fonda del mio cuore
dove l'intricante solitudine tesse le sue trame
e l'universo.

Tu che come salto d'acqua dal suo fragore
da me ti disgiungi, vai via sommessa
nell'atto che tra le vette della mia esistenza
in lontana vicinanza tuono, grido,
in un dibattermi tra cielo e terra,
che ti amo - tu dolce matrigna!

(Trad. Edith Bruck)

1 commento:

Cristina ha detto...

parole ruvide che trasudano dolcezza.