mercoledì 5 dicembre 2012

Una storiella di destino e di superstizione

Il 13 dicembre anche in Ungheria si festeggia Santa Lucia, è "il giorno di Luca" ("c" in ungherese si pronuncia "z"). Santa Lucia in Ungheria ha due vesti: santa buona, quella delle agiografie, e strega. Alla seconda interpretazione sono legate alcune antiche usanze con profonde radici anche nella cultura popolare, come la cosiddetta "sedia di Luca": una seggiola che si comincia a fabbricare il 13 dicembre seguendo un criterio particolare, ovvero la lavorazione prevede una sola mossa al giorno. Lo sgabello deve essere pronto per la vigilia e ci si monta sopra durante la messa di mezzanotte per avvistare le eventuali streghe, per cacciare gli spiriti maligni guastafeste.
Sgabello di Luca


Una seconda usanza ha trovato anche un'applicazione metropolitana: in campagna le ragazze preparano dodici grandi gnocchi di patate, con dentro dodici biglietti con dodici nomi maschili. Gli gnocchi vanno cucinati e il nome nascosto in quello che per primo sale a galla sarà il nome del futuro sposo.
In città, e soprattutto all'epoca del socialismo reale quando nelle case si cucinava poco perché si ricorreva prevalentemente alle mense aziendali e scolastiche, circolava la versione dei bigliettini da tirare a sorte.
Il gioco del nome del futuro marito lo feci anch'io. Una sola volta, a quasi diciotto anni, giusto per prendere in giro l'usanza e per farmi beffa della superstizione. Non avevo nessuno "papabile" in quel momento, solo qualche preferenza, ragazzi che mi piacevano e un amore già finito. Scrissi quindi nomi a caso, per metà nomi esistenti in natura in Ungheria e per metà nomi che mai avrei incontrato in carne e ossa a Budapest. Il biglietto vincente portava uno di questi nomi assurdi: Jeromos. Non ho mai incontrato un ungherese con questo nome. E' Girolamo, in italiano. Mio marito si chiama Girolamo.

9 commenti:

Alice in Translation ha detto...

Stavo per rimettermi al lavoro quando ho visto comparire un nuovo post. Che bella traduzione e... che dolcezza! A volte certe cose ti fanno davvero pensare che, forse forse, il cosiddetta "fato" esiste. Mi rimetto al lavoro col sorriso.

Rose ha detto...

Il gioco del nome è simpatico. Si può fare anche a posteriori? (per accertarsi di aver fatto la scelta giusta) ;-)
Qui nel bresciano si festeggia Santa Lucia. E' lei a portare i doni... almeno era lei, prima della crisi.

Silvia Pareschi ha detto...

Wow, da brivido! C'è una forte presenza del soprannaturale, nella cultura ungherese?

Andrea Rényi ha detto...

Non più della media ma nella mia vita, la vita di una persona razionale e molto pragmatica, sono successe cose inspiegabili. Le ho volutamente ignorate per decenni ma ora le tengo in conto senza enfasi. Sono strane, curiose coincidenze.

Andrea Rényi ha detto...

Alice, non è una traduzione, è accaduto a me:-)

Andrea Rényi ha detto...

Puoi provare a farlo a posteriori... io l'ho fatto una sola volta e per gioco, e me ne sono ricordata dopo anni di matrimonio, così, di colpo, e non l'ho più scordato.

Alice in Translation ha detto...

hahahaha sì, l'avevo capito. Non so perché ho scritto "traduzione", forse perché stavo pensando al lavoro in attesa? Volevo scrivere "che bella storia!"
Ho anche scritto "cosiddetta". Insomma, sorriso a parte, oggi non ci sto con la testa ;)

Cristina ha detto...

Andrea, ma è incredibile questa storia, che bella!!!
(e, vergogna! vergogna!, non sapevo nulla delle tradizioni ungheresi legate al 13 dicembre...)
:-(

Andrea Rényi ha detto...

Se poi aggiungiamo il fatto che San Girolamo è il protettore dei traduttori...