Il romanzo di Agi non solo tiene il ritmo, ma con lo scorrere delle pagine cresce ancora e ancora, e tiene in pugno il lettore. Narra fatti drammatici con lieve ironia, perché Agi è un giudice affettuoso ma severo e molto attento. "Confini incerti" è un caleidoscopio molto interessante e per me, che storie simili ha sentito narrare in famiglia, seppure ambientate in luoghi diversi e con caratteri diversi, è stata una lettura non solo molto piacevole, ma anche importante.
Mi ha poi divertito immaginare i non improbabili incontri fra la sua famiglia e la mia; non è impossibile che io abbia servito il caffè da Gerbeaud a sua nonna che si vedeva con le amiche in questa famosa pasticceria di Budapest, dove io avevo lavorato ai tempi dell'università. O al Vigadò, dove si sposò la favolosa Irene, sorella di sua nonna, mentre nell'appartamento al piano di sopra cenava la famiglia del fratello di mio nonno. Anche le pratiche di magiarizzazione dei cognomi di famiglia potevano essere state sbrigate dallo stesso impiegato, il quale ha sancito il cambio da Hadrovics in Harmath, e da Richter in Rényi.
L'ottimo libro di Agi si conclude con un capitolo di storia dell'Ungheria fra il 1848 e il 1952, molto utile per chi volesse trovare lumi sufficienti per orientarsi in un periodo particolarmente complesso.
Per completezza d'informazione, riporto la quarta di copertina del libro:
Agli inizi del ‘900 a Cakovec – città della Croazia settentrionale, vicino al confine con Austria e Ungheria – coabitano croati, ungheresi, sloveni, tedeschi e serbi. È qui che vivono gli Harmath, una famiglia della piccola nobiltà ungherese, di origine croata: Nandor, la moglie Cecilia e i figli Eugenio, Irene, Dusi e Nandor Junior. Dopo la prima guerra mondiale, con le nuove frontiere decretate a Versailles, gli Harmath diventano profughi, perdono tutti i loro beni e si trasferiscono a Budapest. I ragazzi vivono in modo diverso questo declassamento, ma su tutti pesa il rimpianto per il passato trasmesso loro dalla madre. Irene cerca un riscatto attraverso la bellezza e un buon matrimonio. Nandor Jr sceglie la carriera militare che nel ‘44 lo porta a schierarsi con i nazisti, mentre Eugenio rifiuta di seguire la strada tracciata per lui e diventa socialista. Dusi, sfidando le tradizioni familiari, decide di lavorare e fare liberamente le proprie scelte. Una nuova guerra, un nuovo sistema sociale travolgeranno anche questi fragili equilibri. Sullo sfondo di quasi un secolo di avvenimenti, Agi Berta narra le vicissitudini della sua famiglia intrecciando i fili della storia con il microcosmo familiare. Confini incerti è un libro complesso, drammatico, dove l’incertezza dei confini non è soltanto geografica, ma alberga nel cuore stesso dei personaggi, alla ricerca di un loro posto nel mondo.
Agi Berta nasce in Ungheria nel 1952. A 18 anni ottiene una borsa di studio e va in Polonia. Il matrimonio la porta poi a Napoli, dove si laurea in Storia e Filologia dell’Europa Orientale. Ha scritto alcuni capitoli per la Guida Verde dell’Ungheria del Touring Club, collaborato al volume Testi Mariani del Secondo Millennio e tradotto dall’ungherese Epépé di Ferenc Karinthy. Suoi racconti sono apparsi su Facebook e in varie riviste. Da due anni collabora con La Repubblica Esteri. Vive a Napoli, dove insegna
Edizioni Uboboros, 2012, euro 13

5 commenti:
Questo già ce l'ho, ma non l'ho ancora terminato. Per ora ne ho una favorevolissima impressione.
Caspita, bravissima, credo sia reperibile solo nelle librerie milanesi e su ordine online.
lo cercherò sicuramente.
sei una fonte preziosa ed inesauribile di notizie su libri della cui esistenza, senza il tuo apporto, non avrei mai idea. grazie!
Grazie a te per l'attenzione! Penso che questo libro potrebbe piacere anche ai tuoi.
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