mercoledì 26 febbraio 2014
Giorgio Montefoschi, La casa del padre
Vincitore del Premio Strega nel 1994, è un libro bellissimo, etereo, fatto di minuziose descrizioni di una comune quotidianità, di vite e morti ordinarie, di sogni e ambizioni di tanti, narrati però con una capacità di scrittura da rendere tutto ammantato di mistero e di profondità tali da perdervisi. Aria che acquista peso, sensazioni soavi alle quali il lettore non si può sottrarre. Al centro geografico della storia è Roma, le belle vie vicine al mio quartiere, piazza Ungheria con il bar Hungaria, e i loro abitanti che camminano e vivono in punta di piedi.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento