giovedì 13 marzo 2014

Rivoluzione ungherese del 1848

Gyula Konkoly: Ritratto di Sándor Petőfi, 2008
Libertà, amore!/Solo di questi due ho bisogno,/All'amore io sacrifico la vita,/Ed alla libertà dono l'amore.


Poesia di Sándor Petőfi, poeta nazionale ed eroe, caduto nel 1849, a soli 26 anni, in una delle ultime battaglia della guerra d'indipendenza dagli Asburgo



Il 15 marzo 1848 scoppiò a Pest una rivolta che fnazionale, come in Italia e in Germania, nobiliare, perché l'aristocrazia ne assunse la guida, e liberale, perché promosse l'emancipazione dei servi della gleba, la libertà d'espressione e di stampa, l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, la tolleranza religiosa, e si trasformò in giacobina quando ruppe infine ogni legame con l'impero asburgico e proclamò la guerra nazionale per l'indipendenza.. Dal 27 settembre 1848 i radicali ungheresi, guidati da Lajos Kossuth, inaugurarono la fase più propriamente democratica e rivoluzionaria: fu proclamata la guerra mentre gli eserciti asburgici invadevano il regno. Gli ungheresi si armarono, divenne una rivolta popolare, e riuscirono a resistere fino al maggio 1849. Contro la riduzione dell'Ungheria a provincia austriaca, 4 marzo 1849 a Debrecen fu proclamata l'indipendenza. Nel nome della Santa Alleanza l'Austria chiese aiuto alla Russia, e insieme costrinsero gli ungheresi ad arrendersi nella battaglia di Világos, 13 settembre 1849, dopodiché fu imposto lo stato d'assedio, abrogato soltanto nel 1854.

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