domenica 29 giugno 2014

Sul volume "Scritto verso la morte" di Miklós Radnóti

Miklós Radnóti
(Budapest, 5 maggio 1909
Abda, 10 novembre 1944

Miklós Radnóti
(Budapest, 5 maggio 1909 – Abda, 10 novembre 1944)
Cinquant'anni fa, nel novembre del 1964, correva il ventesimo anniversario della morte di una delle più belle voci poetiche ungheresi, Miklós Radnóti, e per la ricorrenza in Italia furono pubblicati ben due volumi di sue poesie, selezionate e tradotte da due coppie di poeti e traduttori italo-ungheresi: Edith Bruck con Nelo Risi, e Marinka Dallos con Gianni Toti. Miklós Radnóti (Budapest, 5 maggio 1909 – Abda, 10 novembre 1944) è stato uno dei massimi poeti ungheresi, a lui i lettori ungheresi sono grati anche per le ottime traduzioni di poesie francesi. In seguito alle leggi razziali dovette abbandonare la cattedra di insegnante, fu perseguitato, rinchiuso in campi di concentramento e infine ucciso. Rintracciato in una fossa comune, nella tasca del suo cappotto fu trovato il suo ultimo taccuino di versi.
La raccolta di Marinka Dallos e Gianni Toti ebbe eco internazionale anche grazie a un loro caro amico, il critico letterario, saggista e cattedratico Gábor Tolnay (1910-1990). Tolnay capì fra i primi l'importanza dell'operazione di mediazione culturale svolta dalla coppia italo-ungherese, e contribuì attivamente al successo italiano e internazionale delle poesie di Miklós Radnóti, prima scrivendo la prefazione al volume Scritto verso la morte, e poi curandone la promozione nel corso della sua partecipazione a COMES, il raduno internazionale di poeti in Sicilia che si tenne poco dopo l'uscita della raccolta.
Negli anni '60 era opinione comune che la letteratura dell'antifascismo avesse prodotto solo testimonianze documentarie, ma non opere letterarie vere e proprie. Ne era convinta anche Ingeborg Bachmann, prima di ricevere una copia di Scritto verso la morte da Tolnay; Bachmann l'apprezzò al punto da chiedere una copia anche per Hans Magnus Enzesberger, il quale rimase profondamente colpito e decise di promuovere la traduzione tedesca dei versi del grande poeta ungherese. Le poesie di Miklós Radnóti suscitarono l'entusiasmo anche del più importante poeta e romanziere finlandese dei nostri giorni, Thor Vilhjalmsson, nonché il poeta irlandese Desmond O'Grady, che all'epoca viveva a Roma, usò termini superlativi per descrivere il genio di Radnóti.

(Andrea Rényi)


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