martedì 18 novembre 2014

Daniele Petruccioli, Falsi d'autore



"E qui arriviamo a un'altra delle nostre scomode verità. Così come non possono esistere due musicisti che interpretino lo stesso brano nello stesso identico modo, così come mai ci saranno due messe in scena uguali dello stesso testo, così come è impossibile ascoltare due attori recitare uno stesso monologo alla stessa maniera, alla stessa stregua non possono esistere due traduzioni identiche.

E invece di godere di questa ricchezza, invece di bearci della creatività insita in questo mestiere, noi cosa facciamo? Andiamo in cerca della Traduzione Definitiva, della Traduzione Esemplare. Ci inventiamo cinquecento criteri di un'arbitrarietà allucinante pur di illuderci di poter arrivare a un unicum, allo specchio dell'Originale. Una volta è lo Stimatissimo Studioso, un'altra il Grande Letterato, un'altra ancora lo Scrittore che Traduce lo Scrittore."

"Bisogna uscire dalla menzogna che esista una traduzione neutra, più vicina all'originale, e una libera, per così dire autoriale. Non è così. Ogni traduzione è autoriale anche quando fa finta di no, a prescindere dai principi su cui si basa e dalle intenzioni che dichiara. Ogni traduttore produce una sua espressività diversa e specifica (nel senso di specificamente sua), legata al romanzo che traduce ma anche a se stesso, alla sua personalità e al suo talento. Inseguire la traduzione corretta, la traduzione neutrale, è una chimera."

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