È solo un cane (dicono)
Ma andiamo per ordine. Nel 2016 Astoria pubblica È solo un cane (dicono), un piccolo volume delizioso che prende spunto dai post giornalieri su Blasco che Marina Morpurgo pubblica su Facebook. Blasco proveniva dal cortile di un uomo che non voleva più tenerlo; era nato, l'11 marzo 2008, a Gambassi, il borgo toscano dove nel 1943 la famiglia materna di Marina si rifugia durante l'occupazione nazifascista. Questa coincidenza offre all'autrice l'occasione di condurre un secondo filo narrativo che, per quanto possa sembrare irriverente incrociare un destino canino con la storia a tratti tragica di una famiglia, non solo “regge” ma risulta addirittura naturale, spontaneo. I nonni, la mamma e la zia dell'autrice non muoiono grazie alla concatenazione di eventi fortunati e grazie al coraggio di tanti, come alcune suore “consapevoli e silenziosamente eroiche”. La narrazione è arricchita di interessanti camei dedicati a personaggi, fra noti, meno conosciuti o del tutto ignoti, i quali però avevano avuto un qualche ruolo nella tormentata vicenda della famiglia negli anni bui del fascismo. Alcuni anche da soli potrebbero costituire un romanzo a parte.
A sette anni e mezzo il simpatico cane Blasco si ammala di osteosarcoma e inizia una lotta lunga, complessa ed estenuante per salvarlo. «I numeri delle statistiche sono tutti contro di noi. Io però non smetto di sperare che il nome di Gambassi per me significhi sempre la vittoria del bene sul male, qualunque esso sia, dai nazisti al cancro». Il libro edito nel 2016 termina con Blasco malconcio ma vivo e vivace. Questa prima edizione riscuote ampi consensi, diventa bestseller, e la storia di Blasco, come anche quella della famiglia di Marina Morpurgo, prosegue su Facebook ormai davanti a una vasta platea. Noi che la seguiamo partecipiamo prima alla scomparsa dei genitori di Marina, e in seguito a quella dell'amato cane.
Una manciata di settimane fa Astoria ha pubblicato la seconda e riveduta edizione del libro con il sottotitolo E la storia continua, che è il libro già noto, con l'aggiunta di nuovi capitoli che annunciano anche l'arrivo di ben tre nuovi cani in casa Morpurgo. «A questo punto com'è andata la storia lo sapete. Blascone è vissuto abbastanza per assistere all'uscita del libro, quasi che da bravo cane affettuoso avesse deciso di non guastarmi l'emozione del momento.» Anche quest’edizione è corredata di apparati utili per comprendere la storia della famiglia, nonché di affascinanti fotografie d'epoca.
Con il suo felice tratto leggero, indulgente e autoironico, Marina Morpurgo racconta un capitolo determinante della Storia, schizza ritratti senza comporre miti o mostri, ma riconoscendo e attribuendo solo meriti o demeriti, e rende immortale umanizzando, senza cadere in esagerazione, un cane, il suo cane Blasco, che noi tutti avremmo voluto avere anche solo per un'ora, per vederlo correre per i prati prima con quattro, poi con tre zampe.
L'articolo sul sito di Sul Romanzo
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